SPECIALITÀ
Disturbi del sonno e obesitàIl sonno come snodo tra obesità, cuore, polmoni e metabolismo I disturbi respiratori del sonno, in particolare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno…SPECIALITÀ
Disturbi del sonno e obesitàIl sonno come snodo tra obesità, cuore, polmoni e metabolismo I disturbi respiratori del sonno, in particolare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno…ORARI
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+39 045 554 4558Il sonno come snodo tra obesità, cuore, polmoni e metabolismo
I disturbi respiratori del sonno, in particolare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), rappresentano un problema di salute in stretta relazione con l’obesità e con alcune tra le patologie croniche più diffuse: cardiovascolari, respiratorie e metaboliche. Sono inoltre spesso sottovalutati, perché i sintomi si manifestano di notte e non sempre vengono percepiti direttamente dal paziente. AlleviO₃ affronta questo ambito con un approccio multidisciplinare, che unisce l’inquadramento clinico iniziale, la conferma diagnostica tramite polisonnografia e la gestione integrata delle comorbidità associate.
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INFORMAZIONI SULLA SPECIALITÀ
Che cos’è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)
L’OSAS è caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione, parziale o completa, delle vie aeree superiori durante il sonno, con conseguente riduzione (ipopnea) o interruzione (apnea) del flusso respiratorio, spesso associata a russamento e a risvegli frequenti, anche se non sempre percepiti dal paziente.
Il legame con l’obesità
La prevalenza dell’apnea ostruttiva del sonno aumenta parallelamente alla prevalenza dell’obesità: l’accumulo di tessuto adiposo a livello del collo e delle vie aeree superiori favorisce il collasso delle stesse durante il sonno. Il rapporto è bidirezionale — l’obesità favorisce l’OSAS, e l’OSAS, attraverso l’alterazione del sonno e i meccanismi ormonali correlati, può a sua volta favorire l’aumento di peso — e la perdita di peso è associata a una riduzione documentata del numero e della gravità degli episodi di apnea-ipopnea.
Lo screening: il questionario STOP-BANG
È uno strumento di screening semplice e validato, composto da otto domande a risposta sì/no, usato per stimare il rischio di apnea ostruttiva del sonno:
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Sigla |
Criterio |
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S |
Snoring — russamento abituale e intenso |
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T |
Tiredness — stanchezza/sonnolenza diurna |
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O |
Observed apnea — apnee osservate da altri |
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P |
Pressure — pressione arteriosa elevata |
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B |
BMI — indice di massa corporea superiore a 35 kg/m² |
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A |
Age — età superiore a 50 anni |
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N |
Neck circumference — circonferenza del collo elevata |
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G |
Gender — sesso maschile |
Un punteggio pari o superiore a 3 identifica un rischio aumentato di OSAS, mentre un punteggio pari o superiore a 5 indica un rischio elevato; il questionario ha mostrato una sensibilità del 93% nell’identificare l’OSA moderata-severa e del 100% nell’identificare l’OSA severa.
La diagnosi: la polisonnografia
La conferma diagnostica dell’OSAS richiede la polisonnografia (o studio del sonno): un esame strumentale non invasivo che registra, durante una notte di sonno, una serie di parametri fisiologici, ed è considerato l’esame di riferimento per la diagnosi e la valutazione della gravità dell’apnea ostruttiva del sonno.
Cosa misura l’esame
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Parametro |
Cosa registra |
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EEG (elettroencefalogramma) |
Attività cerebrale, per individuare le diverse fasi del sonno |
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EOG (elettrooculogramma) |
Movimenti oculari, in particolare durante la fase REM del sonno |
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EMG (elettromiogramma) |
Tono e attività muscolare |
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ECG |
Attività elettrica del cuore |
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Flusso aereo e sforzo respiratorio |
Movimenti toraco-addominali e passaggio dell’aria a livello di naso e bocca |
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Saturimetria (SpO₂) |
Livello di ossigeno nel sangue durante il sonno |
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Russamento e posizione corporea |
Suoni respiratori notturni e posizione assunta durante il sonno |
In casi selezionati, all’esame possono essere aggiunti il monitoraggio della pressione arteriosa e la capnografia (misurazione della CO₂).
Le due modalità di esecuzione
Polisonnografia in laboratorio: il paziente trascorre la notte in una stanza dedicata, con video-registrazione dell’esame e monitoraggio continuo da parte di personale tecnico durante tutta la notte.
Polisonnografia domiciliare: l’intera procedura viene effettuata direttamente presso il domicilio del paziente. Il personale tecnico si reca a casa del paziente per applicare i sensori e configurare l’apparecchiatura, che viene poi utilizzata durante la notte nel normale ambiente domestico. Il mattino successivo il personale torna al domicilio per la rimozione dell’apparecchiatura e il recupero dei dati registrati. Questa modalità non prevede la video-registrazione, ma consente di monitorare il sonno in un ambiente familiare, riducendo il cosiddetto “effetto prima notte” e migliorando la rappresentatività dei dati raccolti.
Come prepararsi all’esame
Cosa succede dopo l’esame
I dati registrati vengono analizzati per calcolare l’indice di apnea-ipopnea (AHI) e l’indice di desaturazione ossiemoglobinica (ODI), che permettono di classificare la gravità del disturbo. Il referto viene quindi discusso con lo specialista, che definisce insieme al paziente il percorso terapeutico più appropriato.
La gravità viene classificata in base al valore di AHI:
OSAS e malattie cardiovascolari
L’apnea ostruttiva del sonno è associata a ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco e fibrillazione atriale, attraverso meccanismi che comprendono fattori meccanici, iperattivazione del sistema nervoso simpatico e stress ossidativo. L’OSA non trattata raddoppia il rischio di recidiva di fibrillazione atriale dopo cardioversione elettrica, mentre il trattamento con CPAP ha mostrato di ridurre il rischio di ictus e, in misura minore, i valori pressori. Le linee guida ESC 2024 sulla fibrillazione atriale includono le apnee notturne tra le comorbidità da gestire attivamente, insieme a ipertensione, scompenso cardiaco, diabete e obesità, come parte integrante del percorso terapeutico.
OSAS e patologie respiratorie
L’OSAS può coesistere con altre patologie respiratorie croniche (la coesistenza con la broncopneumopatia cronica ostruttiva è nota in letteratura come “overlap syndrome”), con un impatto combinato sull’ossigenazione notturna e sulla qualità del sonno. In questi casi è opportuna una valutazione pneumologica specifica, per un inquadramento funzionale respiratorio completo e per personalizzare la scelta del trattamento.
OSAS e patologie metaboliche
Il legame tra apnea ostruttiva del sonno e diabete di tipo 2 è bidirezionale: tra i pazienti con OSA la prevalenza di diabete di tipo 2 è elevata e, viceversa, l’OSA è molto frequente tra le persone con diabete. L’OSA è associata in modo indipendente ad alterazioni del metabolismo glucidico, a un aumento dell’insulino-resistenza e a un rischio più elevato di complicanze diabetiche, attraverso meccanismi condivisi come l’ipossia intermittente, l’infiammazione sistemica e la disfunzione del sistema nervoso autonomo. La Consensus ADA/EASD più recente sulla gestione del diabete di tipo 2 ha inserito il sonno — nelle sue componenti di quantità, qualità e cronotipo — tra gli elementi centrali della gestione della malattia.
Perché è importante curare i disturbi del sonno
Trattare l’apnea ostruttiva del sonno non significa solo dormire meglio: significa ridurre in modo concreto alcuni rischi per la salute e per la sicurezza personale, documentati da numerosi studi.
Sicurezza alla guida
In Italia si stima che circa il 20-22% degli incidenti stradali sia correlato alla sonnolenza alla guida, spesso associata proprio alla sindrome delle apnee notturne; l’OSA non trattata aumenta il rischio di incidenti automobilistici, con stime che riportano un incremento fino a 2-7 volte rispetto alla popolazione generale, e i pazienti non trattati hanno un rischio fino a 7 volte maggiore di colpi di sonno ed errori di vigilanza alla guida. Il trattamento con CPAP riduce il rischio di incidenti già dopo una settimana di terapia regolare.
Obblighi normativi per la patente di guida
La Direttiva Europea 2014/85/UE ha stabilito che le persone con sospetta o accertata OSAS moderata o grave devono essere sottoposte a un consulto medico approfondito prima del rilascio o del rinnovo della patente di guida. L’Italia ha recepito questa direttiva con il Decreto-Legge del 22 dicembre 2015 e il Decreto del Ministero della Salute del 3 febbraio 2016: la patente può essere rilasciata o rinnovata, nei pazienti con OSAS moderata o grave, solo a fronte di un adeguato controllo dei sintomi e di un documentato miglioramento della sonnolenza diurna grazie alla terapia.
Rischio cardiovascolare e benefici del trattamento
Nei pazienti con OSA ad alto rischio cardiovascolare, il trattamento con CPAP ha mostrato di ridurre del 17% il rischio combinato di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare.
Funzioni cognitive e qualità della vita
Il trattamento regolare con CPAP è associato, già dopo circa tre mesi di terapia, a un miglioramento significativo dell’attenzione, della memoria a breve e lungo termine e delle funzioni cognitive generali, oltre che della qualità del sonno percepita e della sonnolenza diurna.
L’importanza dell’aderenza alla terapia
I benefici della terapia dipendono in modo diretto dalla regolarità con cui viene seguita: un utilizzo della CPAP pari o superiore a 4 ore per notte, per almeno il 70% delle notti, è considerato la soglia minima per ottenere una protezione vascolare significativa.
La sonnolenza diurna severa non trattata aumenta il rischio di incidenti alla guida e sul lavoro; in presenza di sospetto OSAS è importante segnalarlo al medico anche in occasione del rilascio o rinnovo della patente, come previsto dalla normativa vigente.
La terapia non va mai interrotta autonomamente senza aver prima consultato lo specialista.
Le opzioni di trattamento
Perdita di peso e stile di vita
La riduzione del peso corporeo, attraverso un percorso nutrizionale strutturato, è un intervento di prima linea in presenza di obesità, con documentata riduzione della gravità dell’OSAS; viene gestita in raccordo con la Medicina Nutrizionale di AlleviO₃.
CPAP — ventilazione a pressione positiva continua
Rappresenta il trattamento di riferimento (gold standard) per l’OSAS moderata-severa: un dispositivo eroga un flusso d’aria a pressione positiva continua attraverso una maschera, mantenendo pervie le vie aeree superiori durante il sonno.
Dispositivi orali
Gli apparecchi di avanzamento mandibolare rappresentano un’opzione nei casi lievi-moderati o nei pazienti che non tollerano la CPAP, e vengono valutati in raccordo con l’odontoiatria specialistica.
Terapia farmacologica: il ruolo della tirzepatide
Lo studio di fase 3 SURMOUNT-OSA (pubblicato su New England Journal of Medicine, giugno 2024) ha documentato che la tirzepatide, in adulti con obesità e OSA da moderata a grave, riduce l’indice apnea-ipopnea e migliora diversi marcatori cardiometabolici, inclusa la pressione arteriosa sistolica, rispetto al placebo. Negli Stati Uniti la FDA ha approvato, nel dicembre 2024, la tirzepatide come primo farmaco specificamente indicato per l’OSA moderata-severa associata a obesità; in Europa, l’EMA ha invece ritenuto che il beneficio sull’OSA rientri già nell’autorizzazione esistente di tirzepatide per la gestione del peso, senza richiedere un’indicazione separata.
Chirurgia
Nei casi refrattari al trattamento conservativo, possono essere valutate opzioni chirurgiche otorinolaringoiatriche mirate alle vie aeree superiori o, nei pazienti con obesità severa, la chirurgia bariatrica, in raccordo con la Chirurgia Generale Ambulatoriale e la Medicina Nutrizionale.
Un percorso multidisciplinare in AlleviO₃
La gestione dei disturbi del sonno legati all’obesità richiede il contributo di più specialità del centro:
Quando rivolgersi allo specialista
Un approccio integrato al sonno, al peso e alla salute cardiometabolica
AlleviO₃ affronta i disturbi respiratori del sonno legati all’obesità con un percorso che unisce diagnosi tramite polisonnografia, gestione del peso e monitoraggio delle comorbidità cardiovascolari e metaboliche.
Riferimenti scientifici
Verifica effettuata in questa sessione: confermato il questionario STOP-BANG e i relativi dati di sensibilità/specificità; confermati i parametri registrati durante la polisonnografia e le due principali modalità di esecuzione; confermata la classificazione di gravità dell’OSA basata sull’AHI; confermato il legame tra OSA non trattata e recidiva di fibrillazione atriale, e l’inclusione delle apnee notturne tra le comorbidità gestite nelle linee guida ESC 2024 sulla fibrillazione atriale; confermato il legame bidirezionale OSA-diabete di tipo 2 e il ruolo del sonno nella Consensus ADA/EASD; confermati i risultati dello studio SURMOUNT-OSA e l’approvazione FDA di dicembre 2024 della tirzepatide, con la diversa posizione dell’EMA in Europa; confermati i dati su rischio di incidenti stradali associato a OSA non trattata, sul beneficio del 17% sulla riduzione del rischio cardiovascolare con CPAP, sul miglioramento cognitivo dopo circa tre mesi di terapia e sulla normativa italiana ed europea su OSAS e patente di guida (Direttiva 2014/85/UE, DL 22/12/2015, DM 3/2/2016).
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